C’è quello di mandorle, antidepressivo, quello d’avena ricco di ferro e quello di riso, molto energetico.
Riso, avena, soia e mandorle. Comuni denominatori: provenire dal mondo vegetale e fornire la materia prima per la preparazione di “latti” alternativi, leggeri e rinfrescanti. Bevande che hanno in parte aspetto e caratteristiche organolettiche del latte, ma che per legge non possono vantarsi di questo appellativo, se non seguito dalla specifica provenienza – di riso, soia, mandorle .
“Hanno qualche marcia in meno rispetto al latte di mucca perché non apportano calcio, vitamine A e D, e caseina – una proteina di alto profilo biologico -. ma, in positivo, non provocano fenomeni di intolleranza al lattosio, sono privi di colesterolo e contengono pochissimi grassi saturi, quindi aiutano a mantenere in buona salute cuore e arterie. E, naturalmente, possono essere tranquillamente consumati anche da chi è allergico alle proteine del latte vaccino”, chiarisce Alessandro Pinto, ricercatore all’Istituto di Scienze dell’Alimentazione dell’Università La Sapienza di Roma.
Dai cereali: energetici e facilmente assimilabili.
I latti ricavati dal riso e dall’avena sono ricchi di carboidrati e pertanto sono una buona fonte di energia di pronto impiego. “Sotto l’aspetto nutrizionale, il più interessante è il latte d’avena, perché fornisce anche vitamine del gruppo B, che migliorano l’utilizzo degli zuccheri, e apporta buone percentuali di fosforo e ferro. In più è ricco di fibre solubili, soprattutto betaglucano, che contribuiscono a controllare il livello di colesterolo nel sangue”, dice ancora Pinto.
Di soia: utile per chi segue una dieta vegetariana. Tra i latti vegetali, quello ottenuto dalla spremitura e bollitura dei semi della soia gialla è sicuramente il più conosciuto. “Povero di calcio e zuccheri semplici, è però ricco di proteine con un buon valore biologico, di fitoestrogeni e minerali quali ferro e fosforo. Per questo, è utile sia per chi segue una dieta povera di carne e pesce, sia per chi è vegetariano in senso stretto”, aggiunge Daniele Santagà, docente di naturopatia presso l’Istituto Rudy Lanza ed esperto di nutrizione ed energetica tradizionale cinese.
Altri punti a favore: le proteine della soia, come noto, contribuiscono a controllare la formazione di colesterolo, mentre i fitoestrogeni sono preziosi, in generale, per prevenire alcune forme tumorali e contrastare i disturbi della menopausa.
Un deterrente: il sapore, difficile da accettare, ma eventualmente “correggibile” con un po’ di malto, miele o zucchero di canna.
Dalle mandorle: sapore e contenuto nutrizionale interessante. Rispetto ai latti di riso e avena, quello di mandorle ha un buon contenuto di proteine (1,4 g ogni 100 g), di grassi insaturi (compresi gli omega 6 e, in piccola quantità, i preziosi omega 3). Apporta calcio e magnesio ed è ricco di vitamina E, potente antiossidante.
“La dietetica naturopatica riconosce al latte di mandorle diverse proprietà: antidepressive, antinfiammatorie, rinfrescanti ed emollienti”, aggiunge Santagà.
Si può utilizzare per la colazione e, dal punto di vista organolettico, si combina bene con quello di riso.
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