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Tratto da http://it.healthnews.com – di Melanie Grimes

ll Beth Israel Medical Center di New York usa la musicoterapia per rilassare i bambini nati prematuri o i pazienti vittime di trauma. L’ospedale ritiene che la musica riesca a lenire il dolore dei degenti, abbassare la pressione sanguigna, ridurre l’ansia e la depressione e in definitiva migliorare le condizioni del paziente, prima e in modo più economico di un farmaco. Il Beth Israel non è solo a pensarla così. Nel 2007, quasi 600 strutture hanno offerto musicoterapie ai propri pazienti.

La musicoterapia non è un’idea nuova. Aristotele e Platone ne avevano già scritto. I guaritori primitivi e gli sciamani impiegavano tamburi e sonagli per le loro pratiche curative. I medici dell’antico Egitto usavano incantesimi e suoni per le cure. La Bibbia stessa testimonia l’influenza del canto di David su Re Saul: “quando il cattivo spirito suscitato da Dio t’investirà, quegli si metterà a sonare, e tu ne sarai sollevato” (1 Samuel 16:14-16). Nel XX secolo, i musicisti visitavano gli ospedali per i reduci di guerra della Prima e della Seconda Mondiale. Ancora oggi i cantanti vengono invitati negli ospedali o per aiutare le truppe al fronte.

In uno studio dell’Harvard Medical School e del Massachusetts General Hospital, i pazienti dentro le macchine a ossigeno dell’unità intensiva hanno potuto ascoltare le sonate di Mozart. L’ascolto della musica ha ridotto la produzione degli ormoni da stress e aumentato quella degli ormoni della crescita, migliorando il metabolismo e il sonno. I pazienti analizzati hanno anche diminuito la propria pressione sanguigna, abbassando la temperatura corporea e il ricorso ai farmaci.

La musica di Mozart è anche suonata ai bimbi prematuri al New York Presbyterian/Weill Cornell Medical Center. Anche qui si riscontra un rallentamento del battito e un migliore qualità del sonno. Bastano due ore alla settimana di Mozart per ottenere questi risultati.

È la musica o l’ascolto a fare la differenza? Uno studio in Finlandia ha sottoposto all’ascolto di pazienti vittime di ictus sia brani musicali che audio. Una recente pubblicazione del giornale Brain ha rivelato che i pazienti che ascoltano la musica per almeno un’ora sono meno depressi, recuperano più velocemente la memoria e reagiscono meglio ai sintomi dell’ictus.

La musicoterapia è usata per i malati terminali per alleviare l’ansietà e la depressione, ma anche per ridurre la percezione del dolore. Selezioni musicali sono ormai comuni nei reparti maternità, e le future mamme sanno bene il potere calmante che la musica riesca ad avere in una sala parto. La musica è anche usata nei trattamenti di recupero dalle tossicodipendenze e perfino per i tumori.

Una particolare tipologia di suoni del tamburo, chiamati composite drum, si è dimostrata efficace nell’aumentare l’attività degli NK (Natural Killers), le cellule capaci di combattere il cancro e le infenzioni virali.

L’American Music Therapy Association descrive la musicoterapia come “un certificato strumento medico che usa la musica per andare incontro ai bisogni fisici, emozionali, cognitivi e sociali degli individui di ogni età.” La musicoterapia aumenta la qualità della vita delle persone che stanno bene e risponde ai bisogni dei bimbi e degli adlti affetti da malattie o disabilità.

Il primo corso di laurea in musicoterapia è stato aperto dalla Michigan State University nel 1944 e la AMTA è stata fondata nel 1998. L’organizzazione segue i terapisti accreditati, vincitori di un esame nazionale, e mantiene un registro dell’ordine che oggi conta circa 5.000 nomi.

La musicoterapia può essere trovata negli asili, nelle scuole, nelle strutture psichiatriche, così come negli ospedali, nella terapia intensiva, nei pronto soccorsi e nelle sale operatorie. La musicoterapia può essere prescritta dagli psichiatri e anche rimborsata dalla previdenza come attività terapeutica. Anche alcuni protocolli medici la coprono e molte compagnie private d’assicurazione fanno lo stesso per i loro clienti.

In ogni caso, pensaci, una buona alternativa allo stress, all’insonnia, all’ansia, alla depressione, alla pressione alta può essere quella di buttar via pillole e simili e ascoltare un po’ di Mozart.

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