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Prevenire è meglio che curare: prima che i media possano “assalirci” (così come successo in passato per altre notizie rivelatesi poi degli autentici – ma costosissimi – flop) riteniamo utile pubblicare questo articolo del dr. Attilio  Speciani, tratto da Eurosalus.com

L’eruzione vulcanica sta provocando una serie di danni di notevole entità. Il blocco della comunicazione aerea sta creando una riduzione sostanziale di molte attività organizzative. Io stesso sto scrivendo ora questo articolo dall’Italia, mentre avrei dovuto scriverlo da Londra, dove non ho potuto volare per l’improvviso blocco aereo.

C’è un unico lato positivo in questa problematica che sta coinvolgendo tutta l’Europa: nonostante il danno economico e lavorativo legato a questi eventi naturali, il significato profondo è che siamo davvero tutti legati uno all’altro. Fare finta di credere che i problemi dell’Islanda o della Cina siano problemi che non riguardano anche chi vive in Italia è uno degli strumenti più validi per ritrovarsi tutti ridotti a un mucchietto di cenere (è il caso di dirlo…) senza rendersi conto che il mondo politico, a livello mondiale è obbligato invece a fare delle scelte precise senza perdere tempo.

Questa eruzione quindi, l’obiettivo di fare sentire agli Europei che siamo tutti più vicini di quanto si creda di solito, è almeno riuscita ad ottenerlo.

Valutiamo però quali sono i problemi di salute che questa eruzione comporta. Per chi non abiti nelle immediate vicinanze del vulcano non sono immediatamente drammatici ma possono rivestire una discreta importanza. Riferendosi alla eruzione del 1980 del vulcano St. Helene (nello stato di Washington) un articolo pubblicato sul JAMA nel 1981 (Baxter P et al, JAMA. 1981 Dec 4;246(22):2585-9) ha evidenziato che i problemi maggiori nell’immediato sono dipesi dalla inalazione di polveri contenenti una aumentata quantità di Silice (irritante polmonare) e e dalla irritazione oculare indotta dalla presenza delle polveri stesse. In Italia, questi problemi sono purtroppo simili a quelli cui siamo stati abituati, in zone come quelle di Milano, durante tutto l’inverno passato. I Milanesi lacrimavano e piangevano senza motivo apparente, mentre le pm2,5 e le pm10 giravano libere per l’ambiente.

A livello oculare è davvero sufficiente l’uso di un rimedio naturale non irritante come Euphralia, per contrastare l’irritazione oculare che potrà essere percepita nei prossimi giorni (1 goccia per occhio, anche più volte al giorno).

Le indicazioni scientifiche legate agli effetti tardivi delle ceneri sono state riprese sugli Annals of Occupational Hygiene nel 1982 (Merchant JA et al, Ann Occup Hyg. 1982;26(1-4):911-9) evidenziando un incremento dei ricoveri e delle visite per problemi di tipo respiratorio nelle persone esposte alle polveri e alla combustione anche in periodi successivi.

L’impatto più importante è quindi quello a livello polmonare, proprio oggi che l’inverno sembrava lasciato alle spalle e che i livelli di inquinamento nelle città sembravano ridursi. Le ceneri veicolano parti di Silice (in Italia saranno ridottissime) e una debolissima concentrazione di Diossido di Zolfo (rintracciabile ad alte concentrazioni solo in prossimità del vulcano), oltre ad una serie di diversi prodotti della combustione. Gli effetti possono essere importanti per chi soffre abitualmente di patologie respiratorie e per gli asmatici.

In genere il suggerimento è quello di mettere in atto le stesse forme difensive legate all’inquinamento invernale. Chi soffre di asma dovrà incrementare l’uso di un antireattivo come olio di Perilla (2 perle in più al giorno) o olio di Ribes nero (3-4 perle in più al giorno) e iniziare l’uso di un antiossidante solforato (1 tavoletta al giorno) per mantenere attiva l’azione di ripulizia che i polmoni e le vie respiratorie riescono a mettere in atto grazie a questi integratori.

Sempre preciso deve essere l’utilizzo di frutta e verdura, con una forte azione antiossidante ma soprattutto antiallergica.

Vale poi la pena di ricordare che esiste un medicinale omeopatico derivato dalle ceneri del vulcano Hekla, un vulcano islandese molto vicino a quello che in questo momento è in fase di eruzione attiva, che ha degli effetti antiartritici importanti. Il rimedio è stato preparato partendo dalla osservazione che gli animali che mangiavano erba su cui si fossero depositate le ceneri del vulcano (10 anni fa la sua ultima eruzione), sviluppavano dei noduli articolari e delle forme di artrite. Così la tecnica omeopatica ha predisposto questo medicinale (Hekla lava 5CH di cui utilizzare 3 granuli due volte al giorno) da usare per le artriti delle piccole articolazioni.

Al di là della curiosità storica, nel caso le ceneri avessero un impatto più importante nei prossimi giorni sulla qualità dell’aria Italiana, l’uso di 3 granuli di quel prodotto al mattino potrebbe aiutare a contrastare gli eventuali effetti dannosi delle stesse ceneri.

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