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Olistic - Naturoopatiadi Marina Marini (Naturopata) – segnalato da Balbir Kaur

Si parla molto e si scrive poco sul concetto filosofico della naturopatia e ancor meno sul significato stesso della parola.

La naturopatia non può essere ridotta alla definizione di “insieme di metodi e terapie che aiutano a mantenere o ritrovare l’equilibrio dell’essere umano in modo naturale, non invaso e il più efficace possibile”.

Se, infatti, l’approccio della medicina allopatica è di tipo analitico in cui alla fase iniziale del riconoscimento dei sintomi, segnali evidenti di una disfunzione, segue la diagnosi specifica elaborata per patologie, l’approccio naturopatico non sofferma il proprio interesse sulla patologia evidenziata dal sintomo, non concentra le sue energie sulla funzione disequilibrata, ma inizia un percorso alla ricerca dell’alterazione “primordiale” alle base della sintomatologia, focalizzando la propria attenzione sul riequilibrio e l’armonia di tutto il “sistema” e non solo di una “parte”.

Consolidare l’equilibrio, ma soprattutto, prevenire il malessere diventano quindi le parole d’ordine del naturopata, ma questa missione non è e non deve essere una realtà contraddittoria alla medicina convenzionale, ma un contiunuum e soprattutto un supporto alle indiscusse competenze del medico, uno sguardo “diverso”, un sentire olistico.

Soltanto con una visione d’insieme dell’individuo e dell’ambiente che lo circonda, il naturopata concretizza il proprio operato, non si concentra quindi sul sintomo prima e sulla malattia dopo (come nella tradizione allopatica), ma rimarca la sua specificità rilevando l’interazione tra corpo, mente e spirito: un insieme complesso che è parte costituente dell’essere umano.

Essere umano come microcosmo in perfetta assonanza con il macrocosmo, la natura. Infatti la naturopatia fa proprie le leggi che disciplinano i sistemi “naturali”: aria , terra , acqua , mondo animale e vegetale, che sono anch’essi un tutto inscindibile, indivisibile e soprattutto l’influenza che l’uno ha sugli altri, sia positivamente che negativamente.

Come facilmente simbolizzabile l’individuo non è un puzzle ma piuttosto un riflesso nello specchio, una piccola fenditura rischia di rompere tutta la superficie.

Lo stesso concetto di energia non può essere scisso ma deve integrare le risorse e le capacità dell’organismo nella sua totalità.

Proviamo quindi a stilare un manifesto della filosofia del naturopata:

L’essere umano è una totalità che si manifesta, coniuga e mette in comunicazione mente, corpo e spirito: il corpo è solo uno degli elementi (il termine olistico deriva dalla parola greca holos che significa “intero”).

Il concetto di “benessere” trova la sua realizzazione attraverso l’interazione di costituenti del piano fisico, emotivo, genetico, sociologico, ambientali e “naturali” cioè dipendenti dal corretto stile di vita e dalla visione dell’individuo in termini “salutari”.

Se, quindi, condividiamo il principio per cui l’organismo umano possieda internamente la capacità di auto-riequilibrasi, di mantenersi sano e di compenetrarsi nel tessuto ambientale, ovvero che il corpo sia elemento fondamentale della “natura” che a sua volta è fonte primaria di energie guaritive, ne consegue direttamente il secondo punto.

L’organismo umano è dotato di una sua propria capacità intellettiva di autoguarigione (Vis medicatrix naturae).

La natura sovrintende ai processi di armonizzazione del corpo, a quelli cognitivi della mente e a quelli evoluzionisti dello spirito, al fine di raggiungere il benessere a di mantenerlo nel migliore dei modi.

Il fine della naturopatia è di individuare tali meccanismi propri di ogni individuo e di “guidarli” in un percorso “salutistico” aiutandolo e spronandolo nell’istintivo e naturale viaggio chiamato “presa di coscienza”.
Ogni persona è diversa dalle altre, e sono e saranno diverse le necessità di benessere.

Quindi un disequilibrio non è mai uguale ad un altro, ognuno ha alla base un’alterazione che in primis vanno ricercate nello stile di vita e nelle quotidiane abitudini. Ma, soprattutto, ogni persona tende a manifestare diversamente, se stessa e le sue disarmonie. Lo sguardo del naturopata deve andare oltre il sintomo perché solo attraverso questo “itinerario” di conoscenza è in grado di valutare la migliore terapia e di esserne giustamente il mentore propositore.

La naturopatia è fondamentalmente un sistema educativo e di prevenzione. Nessun naturopata troverebbe credito o avrebbe risultati se non ponesse sempre l’accento sull’importanza dell’individuo di agire in prima persona, non essere più “soggetto” della terapia ma diventando “oggetto” del miglioramento. È di primari importanza “educare” , perché solo sottolineando la capacità intrinseca e la responsabilità verso il proprio benessere, si può davvero trasmettere i dettami fondamentali per realizzare una sana armonia, una vita soddisfacente.

Le disfunzioni (malattie) diventano un alleato quando si capisce che stanno comunicandoci un problema rilevante. Non possiamo certo affermare che le malattie siano “positive”, ma rappresentano un vero campanello d’allarme sulla salute del corpo, mente e spirito e costringono l’individuo a concentrarsi su se stesso e valutare profondamente gli squilibri. Cambiare lo sguardo sulla malattia diventa allora il primo passo per confinarla solo sul piano fisico, modellandola invece di nuova luce sul quello mentale e spirituale.

Non dimentichiamo che uno dei fondamenti della medicina moderna, e della naturopatia è che tutte le malattie abbiano una causa psicosomatica. La terapia naturopatica non deve essere nociva (primum non nocere). I naturopati devono affidarsi a terapie non invasive, non avrebbe senso altrimenti codificare concettualmente l’essenza olistica e la struttura naturale, coniugandole in un atteggiamento rispettoso verso l’individuo, quando poi si pensi di attuare nei confronti dello stesso terapie nuocenti.

La naturopatia non è alternativa alla medicina ma complementare. Gli schemi della medicina convenzionale, che hanno una loro valenza scientifica dimostrata e una loro applicazione indiscutibile, si avvalgono dei principi della diagnosi e della successiva “cura”.

Gli schemi della naturopatia conquistano la loro specificità e la loro dignità nel momento in cui il superamento della visione del singolo organo va ad incidere sulla prevenzione e sull’educazione alla responsabilità verso se stessi e il proprio benessere. Riprendendo un concetto radicato, la naturopatia nel passaggio dalla teoria alla pratica diventa “ecologia del benessere” che passa attraverso tre livelli: strutturale, emozionale, chimico (anzi, biochimico). Se infatti le ginnastiche cinesi, lo yoga, la posturologia, la chinesiologia modellano la struttura fisica e conseguentemente il benessere, la bioenergetica, la cristalloterapia, la chakraterapia, la pranoterapie e il training autogeno influenzano l’ambito intimo e sfiorano il subconscio con la loro particolare carezza, lo stadio biochimico viene conservato attraverso una corretta alimentazione, l’oligoterapia, l’aromaterapia, la fitoterapia e l’erboristeria (solo per citare alcune discipline).

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Un Commento a “Manifesto della Naturopatia”

  • Firma per una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali.

    Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale.

    Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell’operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali.

    Per questo motivo è nato un Progetto Popolare :
    Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali
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    http://www.UnaLeggePerLeMedicineNonConvenzionali.it

    Grazie di cuore a tutti.
    Emanuel Celano

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