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Come sempre più spesso ci accade, sono le campagne pubblicitarie a stabilire i nostri bisogni e le nostre necessità…senza però avere davvero a cuore la salute e il reale benessere dell’utente finale.

Questo accade anche nel settore dei deodoranti, settore in cui l’efficacia del prodotto (assenza di odori sgradevoli) è ottenuta spesso a discapito della salute del consumatore, a causa dell’uso di sostanze che irritano la cute o inibiscono una funzione assolutamente naturale e necessaria come le sudorazione (a fronte di confezioni sempre più accattivanti e studiate per gli occhi del potenziale utente…più che per la sua pelle!).

Una ricerca online ci ha permesso (grazie ai siti www.erboristeriedelladda.it, www.erboristeriadelborgo.it e www.saicosatispalmi.org) di fare un po’ di chiarezza sull’argomento.

D’estate è normale che si sudi di più e quindi si cercano deodoranti che possano realmente eliminare i cattivi odori legati alla sudorazione, prevenendone la comparsa e non soltanto mascherandone la presenza con l’utilizzo di profumazioni più aggressive. Vediamo quindi da cosa è causata la formazione di cattivi odori e le piante che possono venirci in aiuto.

Le ghiandole sudoripare si dividono in due tipi, quelle eccrine e quelle apocrine.

Le prime hanno l’importantissimo compito di regolare la temperatura corporea, sono presenti su tutta la superficie del corpo e sono alternativamente in continuo lavoro, infatti tramite la perspiratio insensibilis esse mantengono costante la temperatura del nostro corpo provocando una continua ed impercettibile perdita di acqua per via transcutanea.
Quando la temperatura esterna comincia a raggiungere la soglia dei 32° C, tali ghiandole lavorano maggiormente e in maniera simultanea provocando così una sudorazione profusa su tutto il corpo. Nelle giornate molto calde possiamo perdere anche 2 litri di acqua al giorno mediante la sudorazione. Il sudore prodotto da questa ghiandole è per l’appunto composto prevalentemente da acqua e non è dunque responsabile delle formazione di cattivi odori.

Le altre ghiandole che abbiamo precedentemente nominato sono quelle apocrine, esse sono presenti esclusivamente in alcune zone del corpo (come ad esempio il palmo delle mani e dei piedi, le ascelle, le zone inguinali) e la loro funzione non sta nella termoregolazione, bensì nell’eliminazione di sostanze in eccesso e nello sviluppo di un odore corporeo che, in maniera molto più marcata in altri mammiferi, ha un ruolo nel fenomeno dell’attrazione sessuale. Il sudore apocrino contiene dunque varie sostanze organiche quali idrati di carbonio, lipidi e proteine. Tali sostanze emanano un certo odore che però di per sé non può ancora essere definito sgradevole, il reale problema sta nel fatto che queste sostanze sono facilmente attaccabili dai batteri e che, sotto l’azione della flora microbica, si trasformano per degradazione in prodotti volatili dal cattivo odore  quali acidi grassi come l’acido capronico, l’acido isovalerianico, l’acido butirrico, mercaptani, ammine, ammoniaca, ecc.

Alla formazione di odori corporei contribuisce, in misura variabile, anche la produzione di sebo, sostanza composta prevalentemente da lipidi che si mescola al sudore sulla superficie cutanea. Da quanto appena detto possiamo dedurre che i deodoranti possono avere diverse funzionalità agendo quindi a livelli diversi, vediamo ora quali piante sono maggiormente efficaci per ogni funzionalità:

– Funzione astringente:
Le piante con questa funzione agiscono sul controllo dei cattivi odori diminuendo o inibendo il flusso delle ghiandole sebacee, agendo quindi da antitraspiranti. In parole povere portano ad un restringimento dei pori della pelle e ad una vasocostrizione. Appartengono a questo gruppo piante come la Rosa canina, il Rusco, la Ratania e la Betulla. La loro attività astringente è da imputare alla presenza di tannini che agiscono anche proteggendo la pelle grazie ad un’azione lenitiva negli stati irritativi.

– Funzione antimicrobica:
Tale funzione è particolarmente importante nel contrastare la formazione dei cattivi odori e si esplica con l’eliminazione o l’inibizione della flora batterica responsabile della degradazione del sudore in prodotti volatili dall’odore sgradevole. Le sostanze ad azione antimicrobica sono per lo più oli essenziali che, grazie alla loro natura fenolica, sono dotati di attività batteriostatica ed antimicrobica. Le piante più note sono il Timo, la Salvia, il Rosmarino, il Tea Tree e il Lichene islandico.

– Funzione sebo regolatrice:
Questa funzione è esercitata da piante come l’Elicriso, la Bardana, il Luppolo e la Melaleuca che contengono sapogenine o composti steroidei in grado di ridurre una eccessiva ed inadeguata produzione di sebo.

Il deodorante, che dilemma! Spesso irrita, o non funziona…  Invece di affidarci ai consigli dei conoscenti, leggiamo l’etichetta per sapere subito se il deodorante che stiamo per acquistare è quello che fa per noi!

Ecco i diversi tipi di deodoranti in commercio:

– A base di alcool:
Serve a solubilizzare l’abbondante dose di profumo e a impedire la proliferazione batterica grazie proprio all’alcool. Non ha veri principi deodoranti al suo interno, il profumo maschera eventuali odori indesiderati. Molto aggressivo, sgrassa troppo la cute e dopo uso continuato e magari abbondante brucia tantissimo. In ogni caso brucia dopo la depilazione.

– Antitraspiranti “classici” (sia in crema sia spray e stick) a base di alluminio cloroidrato, o alluminio sesquicloroidrato (meno efficace):
È antitraspirante nel senso che restringe i canali attraverso cui il sudore esce, ma non impedisce la sua formazione. Quindi i dotti sudoripari così infiammati se trattati ancora con il cloroidrato collassano dando forti pruriti e infiammazioni. Non brucia se applicato subito dopo la depilazione. Di solito ha pH 4.

– Antitraspiranti 48 ore:
Sono normali antitraspiranti a base di alluminio con aggiunta di triclosan, potente antibatterico che entra in circolo nel corpo (quindi da evitare assolutamente!). Il primo giorno è il cloroidrato che esplica la sua funzione, il secondo giorno visto che il cloroidrato non funziona più resta l’effetto del triclosan. Irritanti come gli antitraspiranti classici.

– Antitraspiranti forti:
Sono totalmente, fortemente irritanti e hanno tali e tante controindicazioni d’uso che non andrebbero assolutamente usati. Hanno dei tipi di alluminio diversi dal solito cloroidrato (Aluminum Chloride, Aluminum Laccate). In compenso funzionano benissimo, solo che chi li usa difficilmente riesce a finire la confezione… si smette spesso prima per i forti effetti collaterali e per la difficoltà d’uso.

– Antitraspiranti deboli (allume di rocca, detto anche allume di potassio):
Sempre alluminio è, in questo caso è un sale formato da alluminio e potassio. È molto meno antitraspirante del cloroidrato, infatti chi lo usa riferisce di sudare tranquillamente, ma probabilmente lo fa un po’ di meno che se fosse senza niente. Funziona ma non è profumato, quindi chi cerca qualcosa che sappia “di buono” magari non si sentirà tanto sicuro con questo. È comunque completamente naturale, non inquinante, non particolarmante aggressivo. Brucia un po’ se applicato sull’ascella appena depilata.

– In crema durata una settimana:
Sono a base di petrolati e paraffine che mantengono il prodotto in loco nonostante i lavaggi, il loro principio attivo è l’ossido di zinco astringente, aiutato dal dannoso triclosan. Da sconsigliare soprattutto per la forte presenza di petrolati che fisicamente ostruiscono i dotti sudoripari, e per il triclosan.

– Basici (sono spesso in stick – se in uno stick non c’è alcool né alluminio cloroidrato è probabile che siano di questo tipo):
Hanno dentro sodio stearato e normalmente un dipropylene glycol (che blocca la sudorazione): non sono propriamente deodoranti ma batteriostatici, e mascherano eventuali cattivi odori con il profumo. Il pH di solito è intorno all’8, totalmente incompatibile con la pelle (alla lunga risultano irritanti).

– A base di farnesolo e trietil citrato:
Funzionano abbastanza, ma chi ha forte sudorazione si lamenta di non sentirsi molto a posto dopo qualche ora, evidentemente l’effetto non dura tantissimo. Sono i migliori dal punto di vista bioecologico e della delicatezza.

– A base di bicarbonato:
Sono messi in vendita da Lush (cremino e altri) e funzionano perché il bicarbonato deodora molto bene (tende a mantenere inalterato il pH della zona dove è applicato). Il bello è che il deodorante a base di bicarbonato è ecologico e facilissimo da fare. Ad alcuni non dà assolutamente irritazione, ad altri può provocare bruciori dopo qualche giorno d’uso. In ogni caso brucia leggermente sull’ascella appena depilata, ma molto, molto meno di un deodorante alcolico.

Avvertenza: tutti i deodoranti che permettono la traspirazione e quindi sono più fisiologici danno un problema: si rischia che il nostro sudore, che addosso a noi non puzza perché deodorato, sulla maglietta venga attaccato per conto suo dai batteri, facendole prendere cattivo odore (e ce ne accorgeremo quando la stiriamo!!!).

Formule per deodoranti naturali

Esistono ottimi rimedi naturali: primo tra tutti, l’uso costante della pietra di allume di potassio, un efficace deodorante naturale.

C’è chi suda solo in estate e chi suda tutto l’anno: se siete nella seconda categoria di persone, sapete bene quanto sia imbarazzante avvertire quel persistente odore sgradevole dopo qualche ora di lavoro, e avere sempre in testa la preoccupazione di non far sentire alle altre persone la presenza del vostro essudato. Non dovete però fare un dramma del vostro problema, poiché ci sono ottimi rimedi naturali che vengono in vostro aiuto: primo tra tutti, l’uso costante della pietra di allume di potassio, un efficace deodorante naturale, del quale è disponibile una completa linea di prodotti dedicati alle singole parti del corpo.

Se invece cercate qualche rimedio “fai da te”, ecco una serie di utili consigli e qualche ricetta veloce ed efficace, da provare subito:

– Unite all’acqua del bagno un infuso di prezzemolo: è un ottimo deodorante.

– Sciogliete quattro cucchiai da tavola di bicarbonato di sodio nella vasca. Dopo aver fatto il bagno, cospargete di bicarbonato di sodio le ascelle e le parti soggette a cattivo odore.

– Applicate della maizena (amido di mais) sotto le ascelle e nelle altre parti soggette a sudorazione maleodorante.

– Detergete il corpo con un sapone al pino.

– Usate dell’aceto di mele per tamponare le zone in cui la sudorazione è maggiore (ascelle ecc.)

– Preferite i vestiti di cotone o di fibre naturali, che favoriscono la traspirazione: le fibre sintetiche, infatti, non fanno respirare la pelle e trattengono i cattivi odori.

– Arricchite i vostri piatti con del prezzemolo.

Deodorante in crema

– 15 g di burro di cacao
– 15 g di cera d’api
– 1 cucchiaio di glicerina
– 1 cucchiaio di acqua di rose

Fate sciogliere lentamente il burro di cacao e la cera d’api in una tazza posta sopra una fonte di calore delicata (ad esempio, un calorifero). Una volta sciolto il tutto, togliete dalla fonte di calore ed unite la glicerina e l’acqua di rose. Aggiungete al composto qualche goccia di uno tra i seguenti oli essenziali dall’azione deodorante: calendula, coriandolo, eucalyptus, lavanda, limone, rosmarino, salvia, o timo. Prima di usarla, mescolate bene poiché la parte oleosa tende a separarsi dal resto del composto.

Polvere deodorante a base d’erbe

– 2 parti di legno di sandalo (dalle spiccate proprietà antimicrobiche)
– 1 parte di corteccia bianca di quercia (dalla proprietà astringente)
– 1 parte di radice di sedano di montagna

Versate tutte le erbe in un mixer elettrico e polverizzatele finemente. Con il composto ottenuto riempite dei sacchetti di mussola o di cotone, legate con un nastrino e conservate in una scatola chiusa. Al momento dell’uso, picchiettate i sacchetti nella zona delle ascelle e dei piedi.

Deodorante a base di bicarbonato (1)

– 2 cucchiaini di bicarbonato e 1 di amido

Frullarli insieme e farne una polverina sottilissima tipo zucchero a velo… poi aggiungere 3 cucchiaini di karité e 3 gocce di un olio essenziale a scelta.

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