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Tratto da www.cacaonline.it

Anche un pangolino cieco si rende perfettamente conto che siamo in un periodo drammatico dal punto di vista idrico. Basta girare per le campagne per vedere che le fonti sono al minimo e che c’è un calo dell’acqua drammatico, che in alcune zone raggiunge il 60%.

Ma nessuna amministrazione pubblica (almeno che si sappia) sta prendendo iniziative. Il che vuol dire che ad agosto la gente si troverà senz’acqua e scoppierà il casino vero e ci saranno miliardi di euro di danni. In Italia non esiste una politica idrica e figurati se riescono a muovere un dito su questo tema. E’ ora di lanciare una campagna di allarme siccità!

Come creare gravi problemi ai malvagi investendo due ore alla settimana.
Un passatempo educativo che galvanizza il sistema immunitario.

Teoria (versione rapida)

Il Re è nudo. E tutti stanno zitti. Basta dirlo nel modo giusto per scatenare il caos.
Abbiamo creato un centro di ricerca sulla nudità reale e le aberrazioni del sistema e ti possiamo dare alcune informazioni e alcuni strumenti d’azione che potrai usare per scatenare una serie di reazioni a catena molto problematiche per i malvagi furbastri e porre, al contempo, le basi per iniziative future di totale sputtanamento del potere.

Pratica

Azione 1 – Lanciare una campagna di allarme siccità

Anche un pangolino cieco si rende perfettamente conto che siamo in un periodo drammatico dal punto di vista idrico. Basta girare per le campagne per vedere che le fonti sono al minimo e che c’è un calo dell’acqua drammatico, che in alcune zone raggiunge il 60%.
Ma nessuna amministrazione pubblica (almeno che si sappia) sta prendendo iniziative. Il che vuol dire che ad agosto la gente si troverà senz’acqua e scoppierà il casino vero e ci saranno miliardi di euro di danni. In Italia non esiste una politica idrica e figurati se riescono a muovere un dito su questo tema…

Ti forniamo un kit operativo contenente:
Una lettera ai giornali sull’emergenza idrica e su quello che un’amministrazione sensata dovrebbe fare.
Due lettere tipo di cittadino preoccupato perché l’amministrazione pubblica non fa niente.
Un piano d’azione dettagliato con le operazioni da realizzare per coinvolgere giornali, radio e tv locali.
Un piano B (emergenza “non ti danno retta”) in caso il piano A non funzioni.

Note:

Livello pericolosità: zero.
Costo: connessione a internet e una ventina di telefonate a uffici pubblici, ai giornali e alle tv.
Investimento di tempo: 6 ore adesso (2 alla settimana per 3 settimane) per dirgli che c’è la siccità. 2 ore ad agosto per dirgli che sono degli imbecilli a non averti dato retta ad aprile.

Ti piace l’idea? Allora mettila in pratica. Il kit è pronto, leggi le istruzioni di base e puoi immediatamente passare all’azione.

Ma tanto per darti un’idea di quello che si può fare ti proponiamo altre idee, i relativi kit d’azione non sono ancora disponibili. Li realizziamo se qualcuno prende in considerazione questa prima proposta sulla siccità che ci sembra veramente urgente.

Azione 2 – Far piangere i fast food

Teoricamente esistono degli uffici pubblici che hanno il compito di salvaguardare la salute dei cittadini. In realtà, volendo usare un eufemismo, potremmo dire che non fanno un cazzo. Nella comodità della vostra postazione internet potete ricordar loro che Dio esiste e ha una connessione rapida al web. E fargli capire che Dio è il cittadino che paga per ottenere servizi.

Se siete fortunati, semplicemente facendo domande agli uffici competenti, scoprirete che: nessuno sa che fine facciano gli oli saturi della frittura dei fast food, c’è un ufficio che dovrebbe occuparsene ma figuriamoci con tutto quello che c’è da fare… Risultato: chi raccoglie gli oli saturi li rivende ai mangimifici. Così le schifezze tossiche degli oli fritti tornano nei fast food e nelle nostre bistecche. Che schifo.

Le aziende responsabili come la Coop certificano che fine fanno gli oli saturi da loro consegnati al riciclatore. Saremmo pronti a scommettere che, se interpellate, le aziende americane che vendono panini schifosi risponderebbero che non gliene frega un cazzo di dove vanno a finire gli ettolitri di sugna rifritta prodotti dai loro schifosifici colorati.

Fai un po’ di domande imbarazzanti e vedrai com’è divertente! Ti offriremo un kit contenente:
– Alcune domandine sceme
– Lettera all’amministrazione pubblica
– Lettera ai giornali
– Lettera ai fast food, ristoranti e simili
– Piano A e piano B

Livello di pericolosità: 1 (sconsigliato a chiunque abbia attività che richiedano qualunque tipo di autorizzazione pubblica e a chiunque abbia un’impresa. Se la legano al dito e ti massacrano lentamente. I burocrati son così.
Costo: connessione ad internet e una ventina di telefonate.
Investimento di tempo: 8 ore (2 alla settimana per 4 settimane) all’inizio poi un’ora alla settimana finché non la smettono.
Tempo stimato per ottenere il successo: 6 mesi.

Azione 3 – Puntare il dito sull’idiozia sistemica.

Nel tuo comune fanno la raccolta differenziata delle pile? Bene, peccato che non serva a niente e che poi le buttino in discarica mischiate con il resto. Non è grave ma è idiota. Infatti le pile moderne non sono tossiche come una volta. Quando erano tossiche le buttavano in discarica, poi finalmente le aziende produttrici hanno smesso di fabbricarle tossiche e gli amministratori nel frattempo hanno compreso che le pile erano tossiche, quindi hanno fatto la raccolta differenziata delle pile non tossiche. Sono malati di mente.

E ancora una volta ecco il nostro fantastico kit per l’azione:
– Alcune domandine
– Lettera all’amministrazione pubblica
– Lettera ai giornali del cittadino preso per il culo
– Piano A e B

Livello di pericolosità: 1 (sconsigliato a chiunque abbia un’impresa).
Costo: connessione a internet e una cinquantina di telefonate.
Investimento di tempo: 8 ore (2 alla settimana per 4 settimane) all’inizio poi un’ora alla settimana finché non la smettono (tempo stimato per ottenere il successo 6 mesi).
Possibilità di riuscita: 90%

Azione 4 – Solo per i più fortunati.

Dunque, l’immondizia viene raccolta e tramite efficientissimi sistemi di suddivisione dei rifiuti si ottengono montagne di rifiuti suddivisi, vetro, organici, metalli, plastiche, carta… Poi questi materiali vengono ceduti a industrie che li riutilizzano nel processo produttivo.

Hai la certezza che questo avvenga veramente? Noi siamo sicuri che, in alcune regioni, buona parte dei materiali suddivisi poi vengono caricati sui camion e buttati in discarica in modo tale che si rimischiano (neanche la furbizia di scaricarli in modo diviso che almeno fra vent’anni si può andare a riprenderli).

Ti offriremo un fantastico kit, come al solito:
– Una telefonata per capire come stanno le cose (forse una non basta)
– Alcune lettere per scaldare la situazione
– Lettera al Tar e al Bar (prima di tutto informate i bar).
– Ciak! Parte il panico: Lettera ai giornali.
– Cazzo com’è che i giornali non ne parlano?
– Radio private e streep tease.
– Piano A, piano B, piano C.

Livello di pericolosità: 5 (Se ti beccano ti ammazzano)
Costo: connessione a internet e una ventina di telefonate.
Investimento di tempo: 8 ore (2 alla settimana per 4 settimane)
Possibilità di riuscita: bassissime.

Hai capito come funziona il gioco?

L’idea è di creare un circuito che raccolga informazioni sui punti del sistema dove il Re appare più nudo. Mettiamo in rete queste informazioni a disposizione di chi ha voglia di giocare a rimpiattino con la stupidità umana. Prova che ti riprova potremo affinare la tecnica e trovare il modo di ottenere, ogni tanto, la soddisfazione di un bell’effetto domino e di una disastrosa caduta nel ridicolo dei grandi uomini che detengono il potere e si vantano di avere programmi seri.

Attenzione:
Questo tipo di attività non comporta nessun tipo di adesione a nessun tipo di organizzazione. Chi ha voglia di fare lo fa. E se non ti piace come lo facciamo noi, ci fai vedere come lo fai tu, senza perdersi tanto in discussioni. Che qui non c’è da discutere, c’è da fare.

N.B.
Quindi non scriveteci tomi filosofici. Informazioni brevi, concise e documentate. E rapporti sintetici su cosa siete riusciti a combinare. Plurale, perché rompere il gioco di far vedere quando il Re è nudo può essere anche un modo divertente per passare le serate con gli amici.

Chi l’ha detto che far la rivoluzione deve essere per forza un lavoro sporco, faticoso e violento? Usa la testa, non usare le gambe!!!

Diventa un Comunikescion Jokey!!!
(che sarebbe a dire un claun comunicatore)

~ ° ~

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